Programma Cineclub 2010

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E’ giunta alla sua V edizione AsuniFilmFestival, la manifestazione delle terre di confine dedicata quest’anno al Cinema Africano. I lavori, scelti dal direttore artistico Antonello Carboni, hanno tutti un filo conduttore: le radici come strumento identitario e patrimonio culturale, sacrificate nel nome di una rincorsa e, spesso mancata, integrazione.
Tanti gli ospiti attesi per parlare di identit‡, cultura, etnie e radici. Fra loro la sociologa Anna Oppo, la co-fondatrice e direttrice del Festival del Cinema Africano di Milano Anna Maria Gallone, il regista e direttore artistico del Festival di Hergla Mohamed Challouf, ma anche il regista vincitore del Gran Prix di Cannes nel 1990 Idrissa Ouedraogo e Kandud Hamdi, in rappresentanza del popolo Saharawi.

Per ulteriori informazioni† e per il programma dettagliato consultate il sito internet del festival http://www.asunifilmfestival.com/

e dell’associazione ” Su disterru” che lo organizza www.sudisterru.org

I registi?Idrissa Ouedraogo

Regista africano. Studia cinema nel paese natale, a Parigi e poi a Kiev. Si impone allíattenzione della critica con La scelta (1987), film essenziale e rarefatto interpretato da attori non professionisti. La testimonianza del documentarista, unita allíaffetto per la propria terra, caratterizzano sia il racconto corale di Yaaba (1989) sia la lotta dellíindividuo contro le regole sociali descritta in Tilai (1990). Nel 1994 dirige Il grido del cuore, ambientato a Parigi, film toccante sulla difficile integrazione di un adolescente africano che lascia il suo villaggio nel Mali per raggiungere il padre emigrato nella capitale francese. Nel 2002 partecipa al film collettivo 11 settembre 2001 con un tenero episodio incentrato su un gruppo di ragazzini che danno la caccia a Osama Bin Laden nella speranza di accaparrarsi líastronomica taglia promessa dagli americani.

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Ousmane SembËne

Viene considerato tra i pi˘ grandi autori e cineasti della cultura africana. Nato da una famiglia di pescatori nella zona della Casamance in Senegal, non potÈ seguire corsi di studio regolari a causa dell’indigenza della famiglia e a quindici anni iniziÚ a lavorare. La sua formazione letteraria Ë dunque quella di un autodidatta e l’incontro con la cultura francese avvenne piuttosto tardi. All’opera di narratore egli affiancÚ quella di cineasta affrontando, in ambedue i casi, il tema delle tradizioni, dei costumi, dei legami, delle culture animistiche che sono andate perdute in Africa causando una perdita di identit‡ che costituisce l’ostacolo pi˘ grande da sormontare per la sua rinascita dopo il colonialismo. Il cinema di Ousmane SËmbene Ë indubbiamente legato alla storia e alle riflessioni sull’uomo e sulla politica. La grande forza carismatica dell’autore e regista, i suoi contatti diretti con la gente comune e la sua personale esperienza di vita traspaiono chiaramente nelle sue opere cinmatografiche. Sin dagli esordi, con Borom Sarret e Empire Songhai nel 1963, l’autore restituisce un’immagine dell’Africa profondamente diversa da quella stereotipata del cinema esotico occidentale. I suoi personaggi non sono mai eroi d’azione, ma piuttosto gente comune che lotta e rivendica propri diritti, contestando il potere.

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Djibril Diop MambÈty

Nasce nel 1945 a Dakar, nel quartiere periferico di Colobane da un imam che non condivideva la sua passione giovanile per il cinema, ma che, in seguito, diverr‡ il suo pi˘ grande estimatore.

Nel 1965 inizia la carriera cinematografica come regista, da autodidatta, senza una preparazione specifica e nel í68 gira il suo primo film da regista Ë Contras City (22í, col, 16 mm), segue Badou Boy (60í, col, 16 mm) nel 1970.

Il suo capolavoro Ë Touki Bouki (Il viaggio della iena, 95í, col, 35 mm) del 1973, presentato a Cannes nella sezione “Quinzaine des rÈalisateurs”, ha vinto il “Premio della Critica internazionale” e il “Premio speciale della Giuria al Festival di Mosca.

Dopo quindici anni di silenzio MambÈty ritorna al cinema con Parlons Grand-MËre (Parliamo nonna, 34í, col, 16/35 mm), un documentario sulla realizzazione di Yaaba di Idrissa OuÈdraogo, uno dei pi˘ famosi registi del Burkina Faso, che ha vinto il “Premio citt‡ di Perugia” al Festival dei Popoli.

Nel 1992 gira HyËnes (Iene, 90í, col, 35 mm), in concorso a Cannes e due anni dopo Le Franc (Il Franco, 45í, col, 35 mm), in concorso al Festival Internazionale del Film di Locarno, vincitore del premio SCAD al Festival del Cinema Francofono di Namur e del “Tanit díOro” a Cartagine.

Ha lasciato incompiuto, in fase di montaggio, La Petite Vendeuse de Soleil (La piccola venditrice di Sole, 35í, col, 35 mm, secondo capitolo della sua mancata trilogia dal titolo histoires de petite gens, che doveva comprendere, infine, Líapprendista ladro), che ha partecipato al Festival del Cinema Africano di Milano, al Festival di Namur e al Festival di Perugia.

Ha alternato líattivit‡ cinematografica a opere di beneficenza in favore dellíinfanzia, attraverso la fondazione da lui creata, dal nome “Fondazione Maag Daan per líinfanzia e la natura”. » morto di cancro a Parigi il 23 luglio 1998, allíet‡ di cinquantatrÈ anni.

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Antonello Branca

… stato uno dei documentaristi italiani pi˘ significativi degli anni 60í/í70. Nato a Roma il 15 maggio 1935, ma sardo di origine, Ë fotografo in Kenia a soli 24 anni, poi corrispondente da Londra per líAgenzia Italia. Il regista inizia qui il suo percorso di documentarista. I suoi film, oltre ad essere preziosi documenti storici, sono anche esemplari di un metodo innovatore. Branca vive la sua esperienza artistica tra gli Stati Uniti, Londra e líItalia. Il suo percorso professionale Ë segnato da alcuni fili conduttori: líinteresse per la storia americana, il racconto delle vite degli artisti e la denuncia della condizione della classe operaia italiana alla fine degli anni í70.

Nellí89 Antonello Branca inizia una ricerca sul rapporto tra guerra e tecnologia che durer‡ quattro anni. Centinaia di interviste, la collaborazione di studiosi come David S. Landes, Nathan Rosemberg, líapporto degli scienziati che costruirono la bomba A, hanno permesso di dare vita ad una trilogia, “Guerra e tecnologia”, che documenta il rapporto tra gli apparati militari e lo sviluppo economico degli Stati Uniti dalla nascita dello stato americano, alla fine del ë700, fino alla guerra del golfo del 1991.

Negli ultimi anni Antonello aveva iniziato a lavorare ad un progetto ambizioso: una storia “alternativa” degli Stati Uniti, di cui ci resta un articolato lavoro su “La grande depressione”.

La morte del regista interrompe questo percorso di ricerca il 25 giugno 2002.

IL†3 Giugno al Cineclub Oristanese si svolger‡ una serata dedicata allo scrittore palestinese Ghassan Kanafani , con una la lettura di brani tratti dalle sue opere pi˘ famose come Ritorno ad Haifa e Uomini sotto il sole da cui Ë stato tratto anche un film girato nei primi anni 70í , dal titolo ì Gli Ingannatiî.
I brani saranno interpretati da Alessandro Melis e Sabrina Sanna.
La serata si svolger‡ alle ore 20,00 presso il Centro Servizi Culturali UNLA ed Ë organizzata dal Cineclub Oristanese in collaborazione con un altro il circolo del Cinema affiliato alla Ficc, Pistolas IspadasÖ, di Seneghe,† e con líAssociazione Sardegna Palestina di Cagliari.
Durante la serata sar‡ presentata la fiaba intitolata ì La piccola lanternaî scritta e illustrata da Kanafani con la proiezione dei disegni originali dellíautore.
Inoltre sar‡ proiettato il cortometraggio ì Kaek sul marciapiedeî del regista palestinese Ismail Habbash, tratto da un racconto di Kanafani.
Gli incassi della vendita del libro ì La Piccola lanternaî sono destinati a finanziare progetti dellíassociazione Sardegna Palestina in favore dei bambini palestinesi.

Ghassan Kanafani Ë uno dei pi˘ famosi scrittori arabi contemporanei. Nasce ad Acri, nord della Palestina, il 9 aprile del 1936. Nel 1948 Ë costretto con la famiglia, in seguito alla proclamazione dello stato di Israele, a lasciare la Palestina per il sud del Libano. Si trasferisce poi a Damasco per proseguire gli studi universitari. Nel 1956 Ë in Kuwait, dove comincia a scrivere e pubblicare articoli e racconti su diverse riviste letterarie. Nel 1960 torna a Beirut dove dirige l’organo di stampa del Fronte popolare per la liberazione della Palestina al-Hadaf. Diventa portavoce del Fronte. L’8 luglio del 1972 a Beirut viene assassinato assieme alla nipote dai servizi segreti israeliani. Tra le sue opere pi˘ famose, tradotte e pubblicate in oltre venti paesi, Uomini sotto il sole (da cui Ë stato girato il film Gli ingannati), Ritorno a Haifa, Se tu fossi un cavallo, La madre di Sa’d. Uno degli ultimi omaggi a Kanafani viene dallo scrittore inglese John Berger che gli ha dedicato il suo ultimo libro From A to X.

LíAssociazione amicizia Sardegna Palestina Ë nata nel 1997 a Cagliari con lo scopo di favorire† la conoscenza e lo scambio culturale fra la Sardegna e i popoli del mediterraneo, in particolare il popolo palestinese e contribuire alla pace in Medio Oriente.
Dal 2003 líassociazione si occupa in modo continuativo del progetto di affidamento a distanza, promovendo† campagne che mirano† a raccogliere contributi finanziari per† i bambini dei campi profughi e dei Territori Occupati in Palestina e líinterscambio culturale fra le famiglie palestinesi e coloro che contribuiscono al finanziamento dei progetti.

http://www.sardegnapalestina.org/

Locandina

Sieff in Tour 2009

Anche quest’anno l’Isre rinnova l’appuntamento con Sieff in Tour, il festival itinerante che si svolger‡ nelle principali citt‡ della Sardegna. Durante il festival sar‡ proiettata una sselezione dei film che hanno vinto la XIV edizione della Rassegna internazionale del film etnografico tenutasi nel 2008.

Il festival approder‡ ad Oristano il 7 e 8 maggio al Centro Servizi Culturali-UNLA in via Carpaccio, 9.

Per il programma completo ecco i link† locandina Sieff fronte† locandina Sieff retro

http://www.isresardegna.it/